Ecco un nuovo libro tutto da leggere e... "imitare"!
Si tratta dell'ultimo libro di Luca Mercalli: "Prepariamoci, a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza... e forse più felicità" (Chiarelettere 2011).
Io l'ho ricevuto in regalo e posso dire che effettivamente merita: leggetelo e regalatelo/prestatelo! In maniera chiara, semplice ed efficace l'autore illustra cosa succederà continuando a percorrere la via dello sperpero che alla nostra specie piace tanto, perchè è necessario cambiare rotta e cosa può fare QUALSIASI persona per migliorare le cose. Basta con il "lo farei se potessi"!! Basta fare gli struzzi, è ora che ognuno faccia la sua parte! E si può, ognuno nella propria misura!
La quarta:
Mai tante crisi tutte insieme: clima, ambiente, energia, risorse naturali, cibo, rifiuti, economia. Eppure la minaccia della catastrofe non fa paura a nessuno. Come fare? Ci vuole una nuova intelligenza collettiva. Stop a dibattiti tra politici disinformati o in conflitto d'interessi. Se aspettiamo loro sarà troppo tardi, se ci arrangiamo da soli sarà troppo poco, ma se lavoriamo insieme possiamo davvero cambiare. L'autore racconta il suo percorso verso la resilienza, ovvero la capacità di affrontare serenamente un futuro più incerto, e indica il PROGRAMMA POLITICO che voterebbe. Il cambiamento deve partire dalle nostre case (più coibentate), dalle nostre abitudini, più sane ed economiche (dal consumod'acqua ai trasporti, dai rifiuti alle energie rinnovabili, dall'orto all'impegno civile). Oggi non possiamo più aspettarci soluzioni miracolistiche: meglio dunque tenere il cervello acceso, le luci solo quando servono.
L'assaggio:
"Troppo spesso l'automobile è compensativa rispetto alle frustazioni del guidatore, che si sente migliore quanti più sono i cavalli che ha dentro il motore, inversamente proporzionali ai neuroni del cervello. Il Suv, usato al di fuori dei pochi ambiti professionali che lo giustificano, mi irrita. E' un mezzo arrogante, sprezzante, superbo. Usa risorse collettive superflu: 2500 kg di materie prime contro i 1000 circa di un'auto normale, consuma ed inquina di più, occupa più spazio su strada e nei parcheggi. Chi lo conduce in genere si comporta come se guidasse un tank. Quando vedo davanti a me sgasare un'auto con due tubi di scappamento, penso che sia innaturale come un essere vivente con due aperture anali. La macchina non ti rende migliore come dice la pubblicità. Se sei stronzo a piedi, sei ancora più stronzo quando usi i muscoli del petrolio. Penso che le donne, quando non finiscono anch'esse a guidare un Suv, abbiano un ruolo cruciale nel riequilibrare le pulsioni infantili dei maschi sgasatori e proteggere così la sopravvivenza della specie: li lascino in bianco e scelgano uomini in bicicletta!"
Buona lettura!
Il Lupo può essere una Strega, la Strega può essere un Lupo... Niente è ciò che sembra ma a volte basta saper guardare! Stregoneria, Natura, Tradizioni, Mondi Antichi e Diversi... Ambiti diversi eppure sempre interconnessi! Se vorrete, vedrete...
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venerdì 27 aprile 2012
domenica 28 agosto 2011
LA DEA DOPPIA
Finalmente un altro bel libro da consigliare: La Dea Doppia di Vicki Noble, Venexia, 2005. L'ho letto con tutta la curiosità che pochi autori di saggi, oltre a Vicki Noble, sanno destare. Un grande viaggio alla scoperta dei significati della Doppia Ascia, la Dea Doppia, di come le donne hanno dovuto/saputo ribellarsi tanti anni orsono contro l'onda patriarcale che stava arrivando e che tutt'ora ci sommerge. E lungo questo viaggio si incontrano molte figure storico-leggendarie come Amazzoni, Dee, Sacerdotesse e Sciamane. Un libro assolutamente da leggere per chi compie un percorso di risveglio interiore ma anche per chi vuole smetterla di vedere il mondo secondo i preconcetti di una cultura "moderna".
La quarta: "Dal culto della Dea Madre deriva il simbolo della Dea Doppia, presente in tutto il mondo. L'archetipo della Dea Doppia espande il nostro modo di intendere l'antica autonomia e sovranità femminile."
L'assaggio: "Medea della Colchide (la Georgia vicino al Mar Nero) è un prototipo della sacerdotessa sciamana. discendente dei Paleo-siberiani. Erborista e maga, la sua storia è provvista di tutti i supporti necessari per rappresentare la sciamana archetipica: riti funerari, formule magiche di incantesimo (mantra), oracoli (profezie), pratiche di guarigione (epifania), medicina delle erbe e facoltà di ridare vita ai morti (stregoneria). E' anche stata verosimilmente la creatrice del sacro soma. Il suo personaggio può servire da legame tra le culture della Dea Doppia documentate in Grecia, nelle isole dell'Egeo e in Anatolia, le sacerdotesse amazzoni inumate nel sud della Russia lungo la costa del Mar Nero e le mummie europoidi, identificate come sacerdotesse, scoperte a nord del Tibet, nel bacino del Tarim. Secondo uno studio di Jeannine Davis Kimball, il lignaggio di Medea potrebbe continuare ancor oggi soprattutto in un gruppo di donne e ragazze del Caucaso, "chiamate messulethe e descritte come streghe".
L'assaggio: "Medea della Colchide (la Georgia vicino al Mar Nero) è un prototipo della sacerdotessa sciamana. discendente dei Paleo-siberiani. Erborista e maga, la sua storia è provvista di tutti i supporti necessari per rappresentare la sciamana archetipica: riti funerari, formule magiche di incantesimo (mantra), oracoli (profezie), pratiche di guarigione (epifania), medicina delle erbe e facoltà di ridare vita ai morti (stregoneria). E' anche stata verosimilmente la creatrice del sacro soma. Il suo personaggio può servire da legame tra le culture della Dea Doppia documentate in Grecia, nelle isole dell'Egeo e in Anatolia, le sacerdotesse amazzoni inumate nel sud della Russia lungo la costa del Mar Nero e le mummie europoidi, identificate come sacerdotesse, scoperte a nord del Tibet, nel bacino del Tarim. Secondo uno studio di Jeannine Davis Kimball, il lignaggio di Medea potrebbe continuare ancor oggi soprattutto in un gruppo di donne e ragazze del Caucaso, "chiamate messulethe e descritte come streghe".
lunedì 22 novembre 2010
LA GUERRA CONTRO LE DONNE
Vi presento un altro libro... un libro che tutte le Donne e gli Uomini dovrebbero leggere fino in fondo. Non perchè sia una bibbia e ciò che vi è scritto debba essere preso come oro colato, ma per scoprire realtà orrende che ci sembrano lontane ma accadono nella casa accanto se non addirittura più vicino! Bisogna conoscere le cose per riuscire a cambiarle.... Si tratta di "La guerra contro le donne" di Marilyn French, edito da Rizzoli (1993). Probabilmente è un pò datato ma purtroppo alcune cose non sono cambiate di una virgola.
Un assaggio amaro: "L'infibulazione comporta l'ablazione del prepuzio, della clitoride e delle piccole labbra, e l'incisione della parte carnosa delle grandi labbra, che vengono cucite insieme. A volte la carne viene incisa anche all'interno della vagina, facendo in modo, cicatrizzandosi, di lasciare un'apertura minuscola per permettere l'evacuazione dell'urina e del sangue mestruale. Spesso un pezzo di giunco è infilato nell'apertura e le gambe della ragazza sono legate insieme finchè la ferita non sia rimarginata. Dopo il matrimonio, bisogna tagliare la carne che si è richiusa per aprire un varco al pene. Alcune comunità lasciano soltanto una piccola apertura per aumentare il piacere sessuale dell'uomo. In ogni caso, ciò aumenta certamente il dolore della donna nel rapporto sessuale. Durante il parto bisogna ancora allargare l'apertura. Il marito ha il diritto di ordinare che sua moglie venga ricucita dopo ogni figlio, od ogni volta che egli parte per un viaggio. [...] In alcune società è d'uso che il marito penetri violentemente la moglie nell'apertura che le è appena stata praticata. Una grande quantità di sangue versato dalla donna è considerato come un segno della prodezza dell'uomo. [...] Se l'apertura vaginale è particolarmente stretta o se il marito ha fatto ricucire sua moglie dopo lo svezzamento del bambino, capita che egli la penetri analmente, e ciò può causare un'incontinenza genitale e ragadi. [...] Se la cicatrice genitale di una donna è molto dura il bambino riesce ad uscire soltanto dopo un parto lungo e doloroso; a volte la testa del bambino sfonda il perineo. [...] Se il travaglio è molto difficile, l'utero tende a prolassarsi; a volte anche altri organi quali la vescica o l'intestino retto sono spinti attraverso la vagina."
Non proseguo con le altre implicazioni dell'infibulazione o con le scuse che adducono gli uomini ma, per chi pensa che sia/sia stato un fenomeno prettamente africano: "... in un numero del 1982 del New National Black Monitor, supplemento domenicale, l'editoriale proponeva di utilizzare la cloridectomia per eliminare l'attività sessuale prematrimoniale delle adolescenti negli Stati Uniti". E l'Europa non è stata sicuramente migliore visto che la proponeva come CURA! per la masturbazione femminile...
Leggetelo... leggetelo perchè fa male al cuore e alla propria dignità di essere umani ma fa bene alla voglia di lottare e cambiare il mondo.
Per chi fosse interessato o volesse dare una mano attivamente contro l'infibulazione che ancora oggi viene praticata può visitare questo sito: http://mmea.over-blog.com. Si tratta di una scuola che si finanzia con donazioni e adozioni a distanza, in cui si accettano solo bambine non sottoposte a mutilazione genitale... un pò alla volta le cose cambiano, aiutamole a cambiare!
Non proseguo con le altre implicazioni dell'infibulazione o con le scuse che adducono gli uomini ma, per chi pensa che sia/sia stato un fenomeno prettamente africano: "... in un numero del 1982 del New National Black Monitor, supplemento domenicale, l'editoriale proponeva di utilizzare la cloridectomia per eliminare l'attività sessuale prematrimoniale delle adolescenti negli Stati Uniti". E l'Europa non è stata sicuramente migliore visto che la proponeva come CURA! per la masturbazione femminile...
Leggetelo... leggetelo perchè fa male al cuore e alla propria dignità di essere umani ma fa bene alla voglia di lottare e cambiare il mondo.
martedì 2 marzo 2010
L'OM DE LE STORIE
Dalla brevissima vacanza trentina i miei hanno riportato un piccolo dono per la sottoscritta: un libricino di storie per "bambini", tratte dal folklore delle Val di Rabbi e Rendena. Si legge in un soffio ma l'immagine e i ricordi volano... L'autore raccoglie storie e le racconta ai più piccoli durante le sue peregrinazioni estive, con tanto di maschere di legno artigianale e personaggi del bosco! Chissà che non capiti anch'io in quel del Parco dello Stelvio per sentire queste storie dal vivo...
C'ERA UNA VOLTA... L'OM DE LE STORIE, Tradizioni, atmosfere antiche, emozioni dimenticate...
di Maurizio Bontempelli (Nitida Immagine Editrice, 2005).
"A tutti i bambini ai quali non vengono mai raccontate delle storie."
L'assaggio:
... Si stava per incamminare verso i pascoli quando, da dietro un larice sbucò "l'Om Rais"! "Sentito tuono di terra grande?" Disse rivolto a Bartol. Il ragazzo impaurito non sapeva cosa dire. Fece un cenno con la testa, come per dire di si. "Segnale per animali di bosco, perchè in salvo. Loro capire, omo non più bono di ascoltare terra grande. Bosco si move sopra case di omini. Questo loro ricevere da terra grande per morte di molti arbori boni tagliati da omo cattivo". Bartol comprese subito quello che l'omuncolo voleva intendere con quel suo strano linguaggio. Era vero, aveva visto anche lui dei contadini che tagliavano molti alberi di legno pregiato proprio sopra le prime case del villaggio [...]. L'avidità di pochi aveva messo in pericolo tutti e nessuno aveva detto niente, tanto più che uno di quelli scriteriati era il più ricco dela paese! ...
Questa è una filastrocca che "subivo" sempre anch'io ^_^... adattata al dialetto locale:
Reciota bela, so sorela,
oceto bel, so fradel,
porton dei frati, campanel dei mati!
Per chi ha ancora voglia di scoprire e scoprirsi!
C'ERA UNA VOLTA... L'OM DE LE STORIE, Tradizioni, atmosfere antiche, emozioni dimenticate...
di Maurizio Bontempelli (Nitida Immagine Editrice, 2005).
L'assaggio:
... Si stava per incamminare verso i pascoli quando, da dietro un larice sbucò "l'Om Rais"! "Sentito tuono di terra grande?" Disse rivolto a Bartol. Il ragazzo impaurito non sapeva cosa dire. Fece un cenno con la testa, come per dire di si. "Segnale per animali di bosco, perchè in salvo. Loro capire, omo non più bono di ascoltare terra grande. Bosco si move sopra case di omini. Questo loro ricevere da terra grande per morte di molti arbori boni tagliati da omo cattivo". Bartol comprese subito quello che l'omuncolo voleva intendere con quel suo strano linguaggio. Era vero, aveva visto anche lui dei contadini che tagliavano molti alberi di legno pregiato proprio sopra le prime case del villaggio [...]. L'avidità di pochi aveva messo in pericolo tutti e nessuno aveva detto niente, tanto più che uno di quelli scriteriati era il più ricco dela paese! ...
Questa è una filastrocca che "subivo" sempre anch'io ^_^... adattata al dialetto locale:
Reciota bela, so sorela,
oceto bel, so fradel,
porton dei frati, campanel dei mati!
Per chi ha ancora voglia di scoprire e scoprirsi!
mercoledì 24 febbraio 2010
CANSIGLIO, NOSTRA SIGNORA
Ecco un'altro libro "assolutamente" da avere in libreria! Soprattutto per chi il Cansiglio lo conosce ma non l'ha mai capito... Per chi non si è mai posto certe domande e per chi se le è poste ma non ha ancora trovato nessuno con cui condividere, per chi ama la Terra e rincorre Antiche Sensazioni. Fili invisibili collegano posti, situazioni ed esperienze apparentemente lontani... Chi ha il coraggio di aprire gli occhi, con la certezza di non trovare una risposta ma di mettersi in discussione? Per alcuni niente sembrerà più uguale e fine a se stesso...
CANSIGLIO, NOSTRA SIGNORA
Storie dell'Antica Foresta, dell'arido Altopiano, dell'alta Cima e di altri Monti Analoghi
di Toio de Savorgnani (Eurooffset Edizioni 2003)
La quarta: Fili sottili legano il Cansiglio a molte altre montagne, come se anche i monti fossero in grado di dialogare tra loro...
Cansiglio luogo generoso e materno che accoglie in se l'acqua delle piogge per regalarla alla pianura e che, al pari dell'acqua, è pervaso di spirito femminile, come aveva intuito la Serenissima Repubblica quando lo indicò con un nuovo nome: Cansseia. [...]
Siete sicuri di conoscere bene l'antica foresta? Essa era un tempo tanto temuta che è stata tutta circondata con croci ferree benedette affinchè i suoi invisibili e, a volte, terribili abitanti non venissero ad impaurire la gente dei paesi limitrofi...
[...] Così si viene a scoprire che il Cansiglio, per misteriosi motivi, ha avuto a che fare con il dramma del Vajont, ma anche con quello del Cermis. [...] Pensiamo davvero di conoscere l'antica foresta?
"Dedicato alle donne cimbre del Cansiglio
aspre e selvagge ma ugualmente dolci,
alla linea femminile da cui sono derivato
e dalla quale ho succhiato il latte
della diversità e dell'irequietezza."
L'assaggio: questa volta è stato particolarmente difficile scegliere un passaggio... L'intero libro è pregno di significati! Spero che assaggiarne una briciola vi faccia venire fame!! ^_^
"L'altra notte è arrivata l'Anduana blu affannata a chiedermi di salire subito perchè c'era il grande cervo in pericolo. Quando sono arrivata era già impagliato. Nel museo. (Maestoso nella vita. Muschiato nella morte). Troppo lento il tempo degli uomini rispetto a quello degli spiritelli. Cansiglio luogo di frontiera. [...] L'Anduana blu ora piange. A nulla è valso lo sforzo. E' prevalsa la
Le Gane di una delle fontane di Ortisei:
Soreghina, la Gana di Val dala Salieres,
la Malgara di Cuca e l'Usignolo del Sassolungo
malvagità degli uomini. L'Anduana mi guarda allibita di fronte alla vetrina dove c'è il grande cervo. Anch'io piango. Intoniamo un lamento di dolore. A poco a poco si uniscono le altre Anduane, la rossa, la verde, la gialla, la turchese, la viola, e poi arrivano i folletti, gli elfi. Proprio tutti, anche il Mazzariol. Lamento universale. La grande madre sgorga dalla tazza. Lamento di dolore. Si uniscono i faggi. Gli abeti. Le formiche. Tutta la foresta piange. Gocce umide. Umido dolore. Il grande cervo di risveglia e si unisce al suo dolore di morte. Ormai ha oltrepassato il tempo degli uomini. Il suo risveglio va oltre la tazza e oltre le porte dell'Ade" (di Serena Dal Borgo).
Appena potete andate/ritornate al museo forestale... come guarderete il Grande Cervo??
CANSIGLIO, NOSTRA SIGNORA
Storie dell'Antica Foresta, dell'arido Altopiano, dell'alta Cima e di altri Monti Analoghi
di Toio de Savorgnani (Eurooffset Edizioni 2003)
Cansiglio luogo generoso e materno che accoglie in se l'acqua delle piogge per regalarla alla pianura e che, al pari dell'acqua, è pervaso di spirito femminile, come aveva intuito la Serenissima Repubblica quando lo indicò con un nuovo nome: Cansseia. [...]
Siete sicuri di conoscere bene l'antica foresta? Essa era un tempo tanto temuta che è stata tutta circondata con croci ferree benedette affinchè i suoi invisibili e, a volte, terribili abitanti non venissero ad impaurire la gente dei paesi limitrofi...
[...] Così si viene a scoprire che il Cansiglio, per misteriosi motivi, ha avuto a che fare con il dramma del Vajont, ma anche con quello del Cermis. [...] Pensiamo davvero di conoscere l'antica foresta?
"Dedicato alle donne cimbre del Cansiglio
aspre e selvagge ma ugualmente dolci,
alla linea femminile da cui sono derivato
e dalla quale ho succhiato il latte
della diversità e dell'irequietezza."
L'assaggio: questa volta è stato particolarmente difficile scegliere un passaggio... L'intero libro è pregno di significati! Spero che assaggiarne una briciola vi faccia venire fame!! ^_^
Le Gane di una delle fontane di Ortisei:
Soreghina, la Gana di Val dala Salieres,
la Malgara di Cuca e l'Usignolo del Sassolungo
malvagità degli uomini. L'Anduana mi guarda allibita di fronte alla vetrina dove c'è il grande cervo. Anch'io piango. Intoniamo un lamento di dolore. A poco a poco si uniscono le altre Anduane, la rossa, la verde, la gialla, la turchese, la viola, e poi arrivano i folletti, gli elfi. Proprio tutti, anche il Mazzariol. Lamento universale. La grande madre sgorga dalla tazza. Lamento di dolore. Si uniscono i faggi. Gli abeti. Le formiche. Tutta la foresta piange. Gocce umide. Umido dolore. Il grande cervo di risveglia e si unisce al suo dolore di morte. Ormai ha oltrepassato il tempo degli uomini. Il suo risveglio va oltre la tazza e oltre le porte dell'Ade" (di Serena Dal Borgo).
Appena potete andate/ritornate al museo forestale... come guarderete il Grande Cervo??
mercoledì 23 dicembre 2009
STORIE NATURALI
Un post in super velocità... aihmè devo andare a studiare! E' proprio vero che non si finisce mai!!
Per la "collana" dei libri da leggere ecco l'ultimo... trovato spulciando in una bancarella al mercatino natalizio di Viterbo!
STORIE NATURALI di Jules Renard
Non ci sono molti commenti da fare... il libro è particolarissimo e assai strano... dovete leggerlo per capire! Si passa dalle osservazioni più ovvie e mondane a figure di alta poesia...

La quarta: Un gatto a cui non piacciono i topi è davvero anomalo; un cavallo che per la commozione "scorreggia" sembra quantomeno irriverente; un maiale che viene apostrofato con l'insulto "Sporco maiale!" è considerato vittima di una calunnia; una capra che legge gli annunci ufficiali affissi al muro del municipio dimostra, come minimo, una rara sensibilità per le questioni pubbliche; e del riccio, che cosa dire? "Puliteci il vostro..." risponde l'autore. E' davvero insolita la compagnia di animali che popola questo libro-fattoria di Jules Renard pubblicato nel 1896. Ci sono proprio tutti, dalla gallina al cigno, dal cane all'asino, dalla lucertola al serpente, e non mancano le farfalle, gli scoiattoli, i pipistrelli e i pappagalli. Di ciascuno il "cacciatore di immagini" Renard traccia un profilo alquanto singolare e divertente, e concede loro la facoltà della parola che li rende simili all'uomo, spesso e volentieri nei suoi aspetti più buffi.
L'assaggio:
LE FORMICHE
Tutte quante somigliano al numero 3.
E quante sono! Quante!
Sono 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3... all'inifinito.
LA LUCCIOLA
Questa goccia di luna nell'erba!
Per la "collana" dei libri da leggere ecco l'ultimo... trovato spulciando in una bancarella al mercatino natalizio di Viterbo!
STORIE NATURALI di Jules Renard
Non ci sono molti commenti da fare... il libro è particolarissimo e assai strano... dovete leggerlo per capire! Si passa dalle osservazioni più ovvie e mondane a figure di alta poesia...
La quarta: Un gatto a cui non piacciono i topi è davvero anomalo; un cavallo che per la commozione "scorreggia" sembra quantomeno irriverente; un maiale che viene apostrofato con l'insulto "Sporco maiale!" è considerato vittima di una calunnia; una capra che legge gli annunci ufficiali affissi al muro del municipio dimostra, come minimo, una rara sensibilità per le questioni pubbliche; e del riccio, che cosa dire? "Puliteci il vostro..." risponde l'autore. E' davvero insolita la compagnia di animali che popola questo libro-fattoria di Jules Renard pubblicato nel 1896. Ci sono proprio tutti, dalla gallina al cigno, dal cane all'asino, dalla lucertola al serpente, e non mancano le farfalle, gli scoiattoli, i pipistrelli e i pappagalli. Di ciascuno il "cacciatore di immagini" Renard traccia un profilo alquanto singolare e divertente, e concede loro la facoltà della parola che li rende simili all'uomo, spesso e volentieri nei suoi aspetti più buffi.
L'assaggio:
LE FORMICHE
Tutte quante somigliano al numero 3.
E quante sono! Quante!
Sono 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3... all'inifinito.
LA LUCCIOLA
Questa goccia di luna nell'erba!
venerdì 27 novembre 2009
IL LUPO E IL FILOSOFO
Per la rubrica dei libri ecco l'ultimo che ho letto.. caro regalo di due genitori aquisiti! ^_^
IL LUPO E IL FILOSOFO
di Mark Rowlands (Mondadori, 2009)
L'autore trae spunto dai comportamenti del suo lupo (eh si, a volte succede che qualcuno li allevi....) per filosofeggiare sulla vita ed il senso delle cose. Devo dire che non sempre mi è piaciuto l'approccio e spesso mi sono trovata in disaccordo ma, d'altronde, la filosofia è fatta così! E' comunque un libro da leggere per chiunque pensi o, al contrario, titubi che gli animali abbiano qualcosa da insegnarci.... Rowlands non sarebbe d'accordo forse ma in fondo anche lui ha imparato ad essere felice!
La quarta: Mark Rowlands, giovane ed inquieto docente di filosofia in un'università americana, legge per caso su un giornale una singolare inserzione, si incuriosisce e risponde. Qualche ora dopo è il padrone felice di un cucciolo di lupo, a cui da nome Brenin ("re" in gallese antico). Per undici anni, sarà lui la presenza più importante nella vita del professore, che seguirà ovunque: assisterà alle sue lezioni acciambellato sotto la cattedra, incurante degli iniziali timori e del successivo entusiasmo degli studenti, ne condividerà avventure, gioie e dolori, lo accompagnerà nei suoi spostamenti dall'America all'Irlanda alla Francia, dove Mark si trasferisce dopo aver troncato quasi ogni legame con i suoi simili. (Continua...)
L'assaggio: "Noi siamo nell'ombra del lupo. Una cosa può gettare un'ombra in due modi: ostacolando la luce o essendo la fonte di luce che altre cose ostacolano. Ci sono le ombre proiettate da un uomo e quelle create da un fuoco. Con l'espressione "ombra del lupo" intendo non l'ombra proiettata dal lupo stesso, ma quella che noi creiamo ostacolando la sua luce. E guardarci di nuovo a partire da questa ombra è proprio quello che non vogliamo conoscere di noi stessi."
IL LUPO E IL FILOSOFO
di Mark Rowlands (Mondadori, 2009)
La quarta: Mark Rowlands, giovane ed inquieto docente di filosofia in un'università americana, legge per caso su un giornale una singolare inserzione, si incuriosisce e risponde. Qualche ora dopo è il padrone felice di un cucciolo di lupo, a cui da nome Brenin ("re" in gallese antico). Per undici anni, sarà lui la presenza più importante nella vita del professore, che seguirà ovunque: assisterà alle sue lezioni acciambellato sotto la cattedra, incurante degli iniziali timori e del successivo entusiasmo degli studenti, ne condividerà avventure, gioie e dolori, lo accompagnerà nei suoi spostamenti dall'America all'Irlanda alla Francia, dove Mark si trasferisce dopo aver troncato quasi ogni legame con i suoi simili. (Continua...)
L'assaggio: "Noi siamo nell'ombra del lupo. Una cosa può gettare un'ombra in due modi: ostacolando la luce o essendo la fonte di luce che altre cose ostacolano. Ci sono le ombre proiettate da un uomo e quelle create da un fuoco. Con l'espressione "ombra del lupo" intendo non l'ombra proiettata dal lupo stesso, ma quella che noi creiamo ostacolando la sua luce. E guardarci di nuovo a partire da questa ombra è proprio quello che non vogliamo conoscere di noi stessi."
mercoledì 4 novembre 2009
OSCURE MADRI SPLENDENTI
Inauguro anche oggi una "rubrica": i libri da leggere!
Inizio con un libro che tutte le Donne dovrebbero avere nella loro libreria.. e anche gli uomini che non hanno paura di guardarsi indietro e vedere la storia per quella che è! Il Dio antico, nonostante fosse amante, figlio e vittima sacrificale, era molto più Uomo di tanti uomini d'oggi... Comunque, il libro in questione è "Oscure Madri Splendenti, le Radici del Sacro e delle Religioni" di Luciana Percovich (edito da Venexia, 2007).

La quarta: Un viaggio alle origini del sacro e della pulsione religiosa femminile, prima dell'avvento del patriarcato e delle religioni storiche, attraverso lo splendore di miti oscurati, ma ancora forti nelle nostre memorie arcaiche.
Le cose da dire sono infinite ma il saggio si commenta da solo, affronta varie culture e le riconduce tutte ad un'unico, grande e antico modo di vedere il Mondo che, un pò alla volta... è cambiato! Ma non bisogna dimenticare!!
L'inizio del libro: Proviamo a immaginare il tempo in cui le galline, provviste di ali che ora servono loro ben poco e che tuttavia non si sono atrofizzate e perse per il non uso, volavano... e in cui Dio non era ancora nato, ma giaceva tra le possibilità inespresse del corpo gravido di una donna...
Inizio con un libro che tutte le Donne dovrebbero avere nella loro libreria.. e anche gli uomini che non hanno paura di guardarsi indietro e vedere la storia per quella che è! Il Dio antico, nonostante fosse amante, figlio e vittima sacrificale, era molto più Uomo di tanti uomini d'oggi... Comunque, il libro in questione è "Oscure Madri Splendenti, le Radici del Sacro e delle Religioni" di Luciana Percovich (edito da Venexia, 2007).

La quarta: Un viaggio alle origini del sacro e della pulsione religiosa femminile, prima dell'avvento del patriarcato e delle religioni storiche, attraverso lo splendore di miti oscurati, ma ancora forti nelle nostre memorie arcaiche.
Le cose da dire sono infinite ma il saggio si commenta da solo, affronta varie culture e le riconduce tutte ad un'unico, grande e antico modo di vedere il Mondo che, un pò alla volta... è cambiato! Ma non bisogna dimenticare!!
L'inizio del libro: Proviamo a immaginare il tempo in cui le galline, provviste di ali che ora servono loro ben poco e che tuttavia non si sono atrofizzate e perse per il non uso, volavano... e in cui Dio non era ancora nato, ma giaceva tra le possibilità inespresse del corpo gravido di una donna...
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